Così blu è una poesia inedita, scritta il 5 agosto 2024, un mese prima della perdita di una persona a me molto cara. Questa poesia parla di una tristezza che affiora nel cuore per la prima volta così nitida.
Parla di paura, di senso di inadeguatezza di fronte a qualcosa che appare più grande di me.
Una riflessione sul mio spazio di distanza nel cercare di accompagnare una persona verso la fine della sua vita.
così blu
È denso lo spazio tra
la tua pelle appena spalmata di crema
e l’immagine del mio computer.
Il piccolo passaggio
non basta al mio cuore, che chiede
altro spazio; chiede
il tempo necessario all’acqua di diventare lacrima
e cadere.
Invece mi rifugio nello schermo:
un’immagine fuori stagione, d’alberi bianchi,
soffici,
in cui provo ad affondare questo cuore
così blu.
osservazione fenomenologica dell’editore sulla poesia “così blu”
Questa poesia mi arriva con una dolcezza straziante. Mi evoca quella sensazione in cui la tristezza non è più qualcosa che cerco di allontanare, ma qualcosa che lascio avvicinare nel suo lento affiorare.
Mi immagino la scena come sospesa: la pelle dell’altro, la crema, il computer — tutto è lì, ma anche lontano. C’è un vuoto minuscolo, eppure enorme, tra la realtà del contatto e la distanza interiore che si prova. Mi fa pensare a quei momenti in cui sei fisicamente presente, ma il cuore è da un’altra parte, in attesa, impaurito, impreparato.
Il tempo necessario all’acqua di diventare lacrima
La frase “il tempo necessario all’acqua di diventare lacrima” mi sussurra dolcemente che l’anima ha un suo ritmo, lento, diverso da quello degli eventi.
La fuga nello schermo, nell’immagine fuori stagione, mi evoca una forma di protezione fragile: mentre la leggo cerco riparo in un altrove che mi consola ma, purtroppo, non risolve.
Questa poesia, così breve e intima, mi apre lo spazio per sentire quella tristezza che spesso rimandio, per paura di essere travolto.
Niccolò Di Paolo, editore della rivista