Camilla è viva. È viva nel momento esatto in cui il dolore la spezza e, nello stesso istante, la ricompone.

Questo racconto è nato in Salento, durante un seminario di psicologia, ma soprattutto dentro un cuore che ha perso tutto e ha trovato una voce.

Camilla è il corpo che ricomincia a sentire, è il desiderio che torna a vibrare, è la rabbia che diventa scelta.

Tra le pieghe di queste parole, c’è il ricordo di uno sguardo, di una fantasia sussurrata, di una promessa non detta, ma poi mantenuta. C’è il sapore della pelle, della paura, della speranza.

E del sesso.

È la storia di un crollo. E di un respiro.

Camilla è viva

25 giugno 2024, primo pomeriggio

Camilla ha appena vomitato. Ha vomitato la merda mangiata da quando, tanto tempo fa, si accorse che il mondo non poteva soddisfare i suoi bisogni. Camilla si illuse che avrebbe soddisfatto il suo pretenzioso bisogno di amore se, in cambio, avesse sacrificato il suo benessere. Questo, mangiando la merda degli altri, senza masticarla, senza digerirla, senza defecarla e senza vomitarla.

Camilla ora è in post sbornia. Le gira un po’ la testa, l’esofago brucia un po’, e qualche residuo di merda è ancora dentro lei. Ma sente aria nuova, sente che trovando il coraggio di vomitare ha permesso a nuova aria di entrare, un’aria di cambiamento, di piacere, di benessere, di affetto per sé stessa e di liberazione.

Liberazione, non solo per sé. Liberazione per gli altri, dalle sue aspettative: castranti, bloccanti, costringenti e tossiche. Camilla non lo sapeva, e proprio quando si è accorta di ciò, si è dispiaciuta. Ma anche arrabbiata con sé, proprio per non essersene accorta prima. Farlo avrebbe salvato, forse, dei rapporti con persone che amava molto.

Dispero, masochismo e sole d’autunno

Ma Camilla non può cambiare il passato, e lo sa.

Può gustarsi il sapore dell’aria nuova che sta entrando nei polmoni. Respira. L’aria sta pulendo i residui di merda, e fa ancora un po’ male. Fa anche paura: paura di soffrire di nuovo, paura di quel dolore che ha appena attraversato. Camilla non lo vuole più. Camilla sa proteggersi ora, ma ha paura di cascarci di nuovo e di vivere un dolore a momenti disperato. Disperato.

Camilla ha provato il dolore più grande della sua vita proprio ieri. Camilla è impaurita. Camilla ha i residui di quel dolore, ha paura che ce ne sia ancora, sempre con la stessa intensità. Disperata.

Dolore disperato. Ma Camilla ha smesso di farsi del male. Si ascolta adesso. Si alza. E cambia prospettiva.

Camilla è sola adesso, ma sente i raggi del sole attraversare il suo cuore e riflettersi sulle persone che incontra.

Seduzione e vergogna. Il demone del rifiuto scava sotto pelle

Camilla è molto felice di questo. Camilla sente calore nel cuore. Camilla non è sola, perché il sole, attraverso i suoi raggi, rifrange sul suo cuore che sembra aprirsi di nuovo.

Camilla oggi ha conosciuto Francesco, un ragazzo di una terra lontana. Camilla è attratta da Francesco.

E sente che anche Francesco è attratto da lei. Lo pensa, lo deduce dal suo sguardo, dai suoi sorrisi.

Non ne è sicura, e ne ha paura. Ha paura del suo no. Un no che Camilla ha paura di sentire, come se dicesse:

“No, non sei adeguata.
No, non sei così attraente.
No, non sei speciale.
No, non sei bella.
No, non ti meriti il mio corpo.
Non hai fatto abbastanza.”

Camilla è stufa dei suoi demoni. È stufa di sentirli. È stufa soprattutto di dare loro retta. È stufa di non scegliere. O di scegliere per avere qualcosa in cambio. Camilla vuole provare l’esperienza di dire a Francesco:

“Sei bellissimo. Mi piacerebbe tanto scoparti.”

Fuori. Dentro. Desiderio. Shock. Violenza subita

Camilla sente il suo cuore suonare una musica meravigliosa. È la musica della libertà della scelta.

Camilla ha sempre paura del no.

Camilla sta pensando che forse dovrebbe ascoltare il suo demone.

Camilla adora fantasticare. Camilla manda in culo il suo demone e continua la sua fantasia, che le piace tanto.

Camilla guarda Francesco. Si immagina Francesco sul letto ad accarezzarla, desideroso di praticarle del sesso orale. Sì, Camilla ha un debole per il sesso orale.

Camilla ora lo vuole scopare. Vuole farle male.

Ma Camilla si pietrifica al pensiero.

Camilla sente dolore, per quanto successo ieri.

Si ricorda della violenza ricevuta.

Si ricorda delle sue responsabilità, di essersi fatta violentare. Camilla si sente in colpa.

Il sesso orale come offerta di vita. La violenza come memoria

Camilla capisce la violenza. La violenza è fare del male all’altro senza il suo consenso, sapendo di farlo.

Camilla ora può guardare Francesco e dirle:

“Vorrei schiaffeggiarti forte mentre ti scopo.”

Camilla è disposta a sentirsi dire no.

Camilla ha altre mille fantasie su Francesco.

Camilla vuole farle del sesso orale.

Camilla vuole farlo godere. Camilla vuole il suo bene. Adesso. Camilla è fissata con il sesso orale, perché sa che cosa significa. Il sesso orale è:

“Voglio in tutti i modi che tu stia bene. Te lo regalo, perché il tuo bene mi nutre. Mi nutre soprattutto che sia io a donartelo.”

Camilla vuole regalare piacere a chi le vuole bene. Non sa se Francesco le voglia bene, ma desidera scoparlo, desidera che il suo piacere e quello di lei si incontrino. Camilla.

Il balletto

Camilla ha paura. Camilla sogna.

Camilla vuole fare nuove esperienze.

Camilla è pronta anche a ricevere un no.

Camilla si autosabota ascoltando il suo demone.

Camilla trova il coraggio, forse.

Camilla ride. Si osserva danzare tra questi due poli: la paura del rifiuto e la voglia di fare nuove esperienze.

È divertita dal suo balletto.

Camilla ride.

Camilla è libera, è libera di fare il cazzo che vuole.

Camilla è prudente, ma cammina verso l’orizzonte.

Camilla spera.

Camilla ammira il paesaggio mentre cammina, ma non ha fretta.

Camilla si ama ora. Camilla si prende cura di sé.

Scalza

Camilla ha smesso di fumare. Forse.

Camilla è dimagrita. Camilla è bella, le piace guardarsi allo specchio. Camilla ha voglia di correre, di fare sport a piedi nudi.

Camilla cammina a piedi nudi.

Camilla corre a piedi nudi.

Camilla ha paura.

Camilla è felice.

Camilla è triste.

Camilla è disgustata.

Camilla è arrabbiata?

Camilla è viva.

23 giugno 2024


A francesco

Tu che sai di essere Francesco, grazie di aver incrociato la mia strada. Sei nel mio cuore per sempre e niente e nessuno potrà mai sostituirti nè toglierti da lì. Neanche tu.

Camilla è viva.

.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *