La psicoterapia individuale è stata sviluppata da Alfred Adler, primo allievo di Sigmund Freud, nel 1912. È un approccio a stampo psicodinamico che si concentra sull’individuo nella sua globalità e, in particolare, sui comportamenti volti a far fronte alle sue debolezze e sul suo senso di appartenenza alla società.

“Essere uomini significa avvertire un sentimento di inferiorità che esige di essere superato.” Alfred Adler

La psicoterapia Adleriana

Adler ha dedicato gran parte della sua ricerca allo studio dei sentimenti di inferiorità e di scoraggiamento, arrivando a sviluppare uno dei principi cardini della sua teoria, ossia che l’individuo debba essere esplorato partendo dalla capacità di adattarsi alla propria comunità.

Tutti mirano al proprio miglioramento muovendosi tra alti e bassi. Ma chi soffre di un disagio psichico vive questo movimento in modo desolante, partendo da un’idea di scarso valore: “Non sono all’altezza, non sono amabile…”.

Nella prospettiva adleriana, queste persone sono scoraggiate e non hanno fiducia nelle proprie possibilità di riuscire a realizzarsi nella vita.

14/11 #SCORAGGIAMENTO - Get up and Walk

Contrastare il senso di scoraggiamento

Per contrastare il senso di scoraggiamento, la psicoterapia individuale parte dal concetto opposto, ossia dall’incoraggiamento. Incoraggiare non significa lodare o compiacere, ma fornire fiducia e sicurezza. Esso fa concentrare l’attenzione della persona sulle proprie forze e sulla capacità di vivere con gli altri individui.

Gli psicologi adleriani, incrementando il coraggio e i sentimenti sociali dell’individuo, lo aiutano ad agire e operare in un’ottica di cooperazione e compartecipazione con i propri simili. Il fine di questo trattamento non è solamente il sollievo dal sintomo, ma anche l’adozione di uno stile di vita collaborativo.

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La psicologia adleriana costituisce un approccio alla psicoterapia decisamente ottimistico che tenta di armonizzare i bisogni per uno sviluppo ideale di individualità e di responsabilità sociale, entrambi ugualmente importanti.

Dottoressa Veronica Caroccia

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Una risposta

  1. Di questi ne prendo due e uno me lo incarta per dopo… me lo dovrei fare in vena e prenderlo in compresse tutte le mattine…
    Alla fine tutti lo dovremmo fare, la società ci ingabbia in canoni sempre più stringenti, i social ne sono la massima espressione, ci siamo circondati di generatori di ansia e di zuccheri.
    Le persone si fanno incasellare da “regole” prestabilite solo per essere sicuri di essere compliance ai canoni, in breve, essere accettati. Ogni tanto a qualcuno viene il sospetto che qualcosa non vada e se ne esce con commenti tipo “ma perchè il governo invece di obbligarci a stare in casa non ci obbliga a mangiare frutta e verdura e a fare una vita sana così che abbiamo le difese immunitarie forti contro i coronavirus del momento?”, si parla di complottismo, di virus creati in laboratorio,.
    Il fatto è semplicemente che ognuno dovrebbe avere la presenza e forza di spirito, la sicurezza di se, di dire no, oppure di essere coscente e convinto che sia giusto dire si.
    Siamo mentalmente formati e formattati per essere una riga della lista che non ne sappiamo uscire perchè non sappiamo che c’è l’uscita, ci teniamo così tanto a stare nella lista che ci da sicurezza.

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