“Maestro, la mia maturazione spirituale si è interrotta”
“Come mai? Mi avevano detto che eri riuscito a vincere tutti i desideri”
“In realtà ce n’è ancora uno a turbarmi il cuore…il desiderio di non desiderare”
Il Codice dell’Amore
“Dall’inizio il Signore degli Esseri creò gli uomini e le donne, e, sotto forma di comandamenti, stabilì in centomila capitoli le regole della loro vita in rapporto a Dharma, Artha e Kama […]”. Con queste parole ha inizio uno dei manuali etici e sociali più conosciuti nella storia dell’umanità: il Kamasutra.
Questo testo si apre con la citazione ai tre concetti chiave della vita di un induista: Dharma, ovvero la “verità delle cose” o “virtù”; Artha, ossia “la ricchezza” ed infine Kama, “il piacere”. Proprio da quest’ultimo elemento prende nome il famoso libro del “Kamasutra”, che letteralmente si traduce in “Aforismi sull’Amore”.
Spesso molti di noi ignorano (e mi verrebbe da dire “screditano”) la reale importanza di questo manuale all’interno del patrimonio culturale indiano: esso rientra infatti in collane di testi etici e religiosi e dunque considerato tutt’altro che immorale.
Il “Kamasutra” descrive insegnamenti necessari al buon andamento del matrimonio e della famiglia, i quali si fondano sull’amore sessuale della coppia. Quello che resta difficile da accettare nella cultura Occidentale è proprio il ruolo centrale che il desiderio sessuale riveste nella vita di due partner, scadendo così nel “desiderio di non desiderare”.
A questo punto potrebbe sembrare che il “Kamasutra” sia uno di quei manuali sulle “regole per lo star bene in coppia” … non è assolutamente così! Il piacere sessuale è prima di tutto un fondamento dell’essere umano, in quanto individuo, che egli proietta poi nella coppia. Perciò trovare una soddisfazione e un equilibrio del proprio “Kama” è basilare quanto soddisfare ed equilibrare il proprio comportamento alimentare o processo di “sonno-veglia”.
E tu, hai mai approfondito la relazione con il tuo Kama?
Dottoressa Giulia Anastasio