Rimuginio e Ruminazione sono due processi cognitivi che vengono facilmente confusi e sovrapposti. Vediamoli meglio.

Ragazzo preda del rimuginio.

Rimuginio: quando il peggio sembra sempre dietro l’angolo

Il rimuginio (worry) è un processo cognitivo che implica una catena di pensieri ripetitivi riguardo eventi negativi (percepiti come possibili minacce), e le loro relative conseguenze, che potrebbero accadere nel futuro. Rimuginare significa quindi ripetere mentalmente a se stessi, senza sosta, che le cose stanno andando male o che qualcosa di brutto potrebbe capitare da un momento all’altro.

Signora visibilmente preoccupata.

quando “penso troppo e vivo male”

Questo processo cognitivo, naturalmente, fa sentire il soggetto estremamente vulnerabile.
Chi è ostaggio del rimuginio sentirà che un danno irreparabile sta per accadere, anche se in realtà non è in grado di rappresentarselo con chiarezza. Questa infondata, ma così apparentemente vera, preoccupazione getta il soggetto in uno stato di tensione altissima, col rischio che egli rimanga vittima della propria mente, perso in labirintici ragionamenti capaci di soggiogarlo.

Possiamo pertanto vedere il rimuginio come una disfunzione incontrollabile.

Processi cognitivi intrusivi.

quali sono Le caratteristiche del rimugino?

Per individuare la presenza del processo di rimuginio, bisogna riscontrare diverse caratteristiche nelle forme di pensiero riportate (e lamentate) dal soggetto, tra cui:

Umberto Galimberti: Nuovo dizionario di psicologia. Psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze

Viene ora da chiedersi: perchè la nostra mente mette in atto il processo del rimuginio? Perchè esso espleta alcune funzioni importanti. Tale meccanismo, infatti, si attiva quando il soggetto si trova ad esempio a dover gestire stati d’ansia di natura somatica, quando deve risolvere problemi, quando ha bisogno di distrarsi, quando sente il bisogno di nascondersi dietro a uno scudo emozionale e quando necessita di un rinforzo negativo.

Tutte queste funzioni hanno comunque un’evidente ragione di base comune: produrre nel soggetto la sensazione di poter controllare gli accadimenti per lui possibilmente imminenti.

Uomo sfinito dai pensieri intrusivi.

cause e conseguenze del rimuginio

Mentre, spesso, tra le cause del rimuginio si possono annoverare caratteristiche e attitudini personologiche e caratterologiche, tra le sue conseguenze sono da segnalare:

Ragazza arrabbiata e chiusa in sè.

Oltre alla sfera psicopatologica, il rimuginio può estendersi anche a livello somatico, con sintomi fisici come: maggiore tensione muscolare, insonnia, irritabilità, emicrania, danni alle coronarie.
A livello cognitivo, invece, si può riscontrare una minor capacità di problem solving, notevoli bias di concentrazione, un’elaborazione delle informazioni più lenta della norma e un basso livello di autostima.

Le meta-worry e le loro implicazioni

Le meta-worry rappresentano quell’insieme di convinzioni sulla natura e sulle funzioni dell’attività mentale rimuginativa. Possono essere di due tipi qualitativamente diversi. Infatti, si parla di metacognizioni positive e di metacognizioni negative. Facciamo qualche esempio.

Per quanto riguarda le Metacognizioni positive, i pensieri tipo di un soggetto possono essere:

Caselli, Ruggiero, Sassaroli: Rimuginio. Teoria e terapia del pensiero ripetitivo

Invece, per quanto riguarda le Metacognizioni negative, tipici pensieri presenti nella mente di un soggetto possono essere:

Ragazzo che rimugina.

Rimuginatori patologici e rimuginatori non patologici/normali

Ovviamente, non tutti i soggetti che presentano rimuginio sono da ascrivere all’interno di confini patologici. Infatti, per distinguere i rimuginatori patologici dai rimuginatori non patologici/“normali”, vengono indagati e discriminati sia aspetti quantitativi sia aspetti qualitativi.

Innanzitutto, è necessario comprendere se il rimuginio si sta verificando in un preciso momento della vita del soggetto o se è invece un meccanismo facente parte più strettamente della sua personalità e che quindi lo accompagna da sempre. Poi bisogna intuire la quantità di problemi che vengono analizzati dalla mente del soggetto nei momenti di intenso rimuginio, il loro livello di gravità e la pregnanza, la neutralità o l’ambiguità degli argomenti. Ancora, è utile venire a conoscenza di quanto tempo il soggetto spende in attività rimuginative. Infine, può essere importante indagare la capacità più o meno presente nel soggetto di collegare il rimuginio a un evento esterno scatenante.

Tra normale e patologico.

Oltre a questi aspetti, come già detto, la differenza tra stato patologico e non patologico è anche data dalle strutture caratterologiche di base.

Potendo fare un esempio di ciò, possiamo pensare alla differenza fra un uomo con tratti ossessivi, il quale organizza la propria vita intorno al pensiero, sostenendo la propria autostima con atti creativi di pensiero come lo studio, la capacità logica di analisi, la pianificazione e l’accurata decisionalità rispetto a un uomo patologicamente ossessivo, che rimugina invece improduttivamente, senza raggiungere alcun obiettivo, senza realizzare nessuna ambizione e odiandosi per tutto questo.

American Psychiatric Association: DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali

e la ruminazine?

La ruminazione è un’altra forma di pensiero ripetitivo. Si tratta in concreto di un processo cognitivo per cui i pensieri, ripetutamente, mettono a fuoco l’attenzione dell’individuo sulle sue sensazioni e sui suoi sintomi negativi, le loro cause, i loro significati e le loro conseguenze.

Il termine ruminazione si riferisce di fatto a quei pensieri negativi continui e insistenti che caratterizzano soprattutto gli stati depressivi, perpetuando, aumentando e aggravando l’umore già depresso del soggetto. Solitamente, questi pensieri sono orientati verso il passato e una loro più alta incidenza la si riscontra tra le donne rispetto agli uomini.

Donna che soffre per i troppi pensieri intrusivi.

La ruminazione presenta caratteristiche pressoché uguali a quelle del rimuginio ma, a differenza di quest’ultimo, si manifesta attraverso diverse tipologie. Vediamole.

Tipi di ruminazione:

Ragazza che urla.

Perché ruminare? Le funzioni della ruminazione:

La ruminazione si attiva nel caso in cui un soggetto stia cercando di lottare per mantenere il controllo su una situazione.
Anche per la ruminazione si può parlare di metacognizioni positive e di metacognizioni negative. Facciamo qualche esempio.

Conseguenze negative e Comportamenti a rischio legati alla ruminazione:

Le possibili conseguenze negative della ruminazione, come le sue caratteristiche, sono uguali a quelle del rimuginio. Si riscontrano anche gli stessi possibili sintomi fisici.
Per quanto riguarda invece i comportamenti a rischio correlati al rimuginio, si possono riscontrare: uso di sostanze e alcol, abitudini scorrette di igiene del sonno e una inadeguata alimentazione.

Uomo sovrappensiero che fuma.

Aspetti neurobiologici della ruminazione:

Tra gli aspetti neurobiologici attivati durante la ruminazione troviamo:

Pensiero.

Trattamento:

Per facilitare l’abbandono della dinamica del rimuginio e della ruminazione sarebbe auspicabile:

Signore seduto su una panchina a riflettere.

in conclusione, rimuginio e ruminazione sono due processi di pensiero distinti?

Sebbene inizialmente siano stati studiati come processi indipendenti tra loro, rimuginio e ruminazione sono invece meccanismi alquanto similari, incorporati e riassunti nell’espressione ‘Ripetitive Thinking’.

Infatti, gli studi sperimentali mostrato effetti molto simili di rimuginio e ruminazione.
In sintesi, pur utilizzando approcci metodologici diversi, gli studi che hanno confrontato direttamente il rimuginio e la ruminazione hanno rivelato più somiglianze che differenze tra questi processi.
Pertanto, non esistono in realtà criteri chiari per differenziare in maniera consistente i due meccanismi.

NOTA: le informazioni di cui sopra sono a scopo informativo. Le informazioni fornite nel presente documento non devono essere utilizzate durante alcuna emergenza medica o per la diagnosi o il trattamento di qualsiasi condizione medica.
DICHIARAZIONE DI NON RESPONSABILITÀ: Queste informazioni non devono sostituire la ricerca di cure mediche professionali e responsabili.

Dott.ssa Elena Tsoutsis, Psicologa

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bibliografia dell’articolo sul rimuginio e sulla ruminazione

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