In tutte le parti del mondo la parola Chianti risveglia nelle persone pensieri stupendi o ricordi indimenticabili. Difatti, è uno dei vini italiani più esportati al mondo. Il Chianti Classico, in particolare, viene venduto per il 10% della vendita internazionale proprio in UK. Ma come è nato il Chianti? Cosa significa Chianti Classico? Qual è la storia del Chianti Classico, Come si distinguono i Chianti?

Storia del Chianti Classico
Compresi tra Firenze e Siena, tra Arezzo e i Colli Pisani, i territori del Chianti, denominati in UK Chiantishire, sono considerati da sempre il cuore della Toscana. I paesaggi sono segnati da fitti vigneti, uliveti, boschi di castagni, querce e lecci, suggestivi borghi medievali, romantici castelli e affascinanti case coloniche. Il Chianti è una terra di antiche tradizioni vinicole di cui esistono testimonianze etrusche e romane. Gli etruschi, per primi, disboscarono le colline e introdussero qui la vite che rese questa terra illustre nel mondo intero.
Furono gli Etruschi a modificare per primi il paesaggio chiantigiano. Essi abbandonarono la pastorizia per dedicarsi all’agricoltura, introducendo la coltivazione della vite. Agli Etruschi succedettero i Romani, i quali dettero un grande impulso all’economia agreste, iniziando in particolare la coltura dell’olivo.
Dopo l’anno Mille il territorio del Chianti riprese a svilupparsi. La sua vocazione vinicola emerse già nel corso del XII secolo, quando famiglie come i Ricasoli e gli Antinori inaugurarono la loro presenza su queste terre e contribuirono a rendere la denominazione Chianti una delle più antiche della Toscana.
La storia del Chianti Classico si evolve ulteriormente con i primi documenti in cui con il nome Chianti si identifica una zona di produzione di vino, ed anche il vino prodotto, risalgono al XIII secolo e si riferiscono alla Lega del Chianti costituita a Firenze per regolare i rapporti amministrativi con i terzieri di Radda, Gaiole e Castellina, produttori di un vino rosso a base di Sangiovese.
La Lega del Chianti
Nel 1384 la Repubblica di Firenze creò la Lega del Chianti, un’alleanza politico-militare con l’obiettivo di difendere e amministrare il territorio del Chianti per conto della repubblica, l’icona della Lega era, ovviamente, un Gallo Nero su sfondo dorato. Dal 1398, anno in cui è datato il primo documento notarile in cui il nome Chianti appare riferito al vino prodotto in questa zona, alla fine del Seicento la produzione del vino aumentò in maniera esponenziale così come le sue esportazioni, che raggiungevano frequentemente l’Inghilterra. Si rese pertanto necessario regolamentare la sua realizzazione.
https://pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js?client=ca-pub-6093010981138048 (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});Il 24 settembre 1716 a Firenze il Granduca Cosimo III de’ Medici emanò il Bando sopra la dichiarazione dei confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino (oggi Rùfina), Carmignano, e Val d’Arno di Sopra, nel quale venivano specificati i confini delle zone entro le quali poteva essere prodotto il Chianti, un’anticipazione del concetto attuale di Denominazione di Origine Controllata.
Questo Decreto istituiva una Congregazione di vigilanza sulla produzione, sulla spedizione e sul controllo contro le frodi ed il commercio dei vini (anch’essa un’anticipazione del concetto di consorzio).
Bisogna però specificare che il Chianti a cui si riferisce il Redi è molto diverso da quello che possiamo apprezzare noi contemporanei, anche perché fu soltanto nella seconda metà del Settecento che l’Accademia dei Georgofili, fondata a Firenze il 4 giugno 1753, iniziò a sperimentare la mescolanza tra vari tipi di vitigni, cercando di individuarne le caratteristiche prima di procedere all’uvaggio per ottenere il vino.

Consorzio Vino Chianti
Il Consorzio Vino Chianti è una delle prime associazioni di produttori, fondato a Firenze nel 1927, con lo scopo di tutelare e promuovere il vino Chianti DOCG “quale per tradizione antichissima è conosciuto in Italia e all’estero”. Il territorio che ricade sotto l’egida del Consorzio è dal 1932 composto da sei province, punteggiate da città d’arte e cultura tra le più belle del mondo: Firenze, Siena, Arezzo, Pisa, Pistoia, Prato.
Nel 1932 il Governo italiano decide di ampliare notevolmente la zona di produzione del vino Chianti di conseguenza all’enorme richiesta da tutto il mondo di questo vino reso noto nel mondo anche grazie a Arthur Conan Doyle (ma questo lo vedremo dopo).
Attualmente, il Consorzio Vino Chianti riunisce oltre 3.000 aziende disseminate su una superficie vitata di circa 15.500 ettari, che ogni anno esprime una media di produzione di circa 100 milioni di bottiglie.
https://pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js?client=ca-pub-6093010981138048 (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});La stessa attività di tutela e promozione viene svolta dal Consorzio Vino Chianti anche nei confronti delle Denominazioni di Origine “Vin Santo del Chianti“, “Colli dell’Etruria Centrale“, “Bianco dell’Empolese“.
Chianti Classico
Dal 1996, con la storia del Chianti Classico che si evolve, il Chianti Classico si stacca definitivamente dal mondo Chianti, adottando un disciplinare di produzione che contempla un abbassamento delle rese per ettaro e l’esclusione dell’uvaggio delle uve a bacca bianca, con una percentuale minima dell’80% di Sangiovese.
La scelta dei vitigni complementari e la scelte delle botti determina la classificazione di tre tipi di produttori.
- Quelli Tradizionalisti, che usano solo vitigni autoctoni come Canaiolo, il colorino e la malvasia nera e il rigoroso utilizzo delle botti grandi.
- Quelli Innovatori, che utilizzano anche botti medie e piccole.
- E quelli Internazionalisti, che utilizzano anche le botti barrique oltre ad aggiungere ai vitigni toscani anche vitigni complementari internazionali come cabernet sauvignon e merlot.
complementari devono provenire dalla zona, infatti possono essere usati il Canaiolo, il colorino e la malvasia nera. Sono ammessi anche il cabernet sauvignon e il merlot. Dopo questo cambiamento nascono tre stili di Chianti Classico legati a produttori tradizionalisti, produttori innovatori e produttori internazionalisti.
Quelli tradizionalisti si estendono per 71 800 ettari sono situati al centro della Regione Toscana e comprende parte del territorio delle province di Siena (41 400 ettari) e Firenze (30 400 ettari).
All’interno della zona di produzione rientrano anche i territori originari di produzione del vino Chianti: Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti in Provincia di Siena. Sangiovese 80-100%
altri vitigni a bacca rossa, idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, fino ad un massimo del 20%.

Il Chianti Superiore
Nel 1996 fu approvato un nuovo disciplinare Chianti (in quell’occasione fu anche scorporato il disciplinare della sottozona Classico da quello generale del Chianti) che prevedeva la possibilità della menzione aggiuntiva Superiore. I vini che volevano fregiarsi di tale menzione dovevano essere iscritti all’apposito albo del Chianti Superiore, sottoposti ad un disciplinare più severo e abbandonare il nome della sottozona. In questo modo si voleva venire incontro a quei consumatori che volevano capire dall’etichetta il livello qualitativo del vino, non potendo o volendo conoscere perfettamente la geografia climatica del Chianti.
https://pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js?client=ca-pub-6093010981138048 (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});I vigneti iscritti alla sottozona Classico, tuttavia, non godono della possibilità della menzione aggiuntiva Superiore.
IL Chianti riserva
Il vino Chianti, se sottoposto ad un invecchiamento di almeno due anni, può aver diritto alla qualifica Riserva purché, all’atto dell’immissione al consumo, abbia un titolo alcolometrico volumico totale minimo del 12,5 %. Il periodo di invecchiamento viene calcolato a decorrere dal 1º gennaio successivo all’annata di raccolta delle uve.
Il Vin Santo
Il Vin Santo del Chianti (o Vinsanto del Chianti) è un vino passito DOC la cui produzione è consentita nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena.
Il vin santo toscano (o vinsanto) è un vino prodotto da uve lasciate appassire dopo la raccolta (vedi vino passito). Il vin santo viene spesso abbinato al dessert. Questa bevanda tradizionale toscana e umbra è fatto con uva di tipo Trebbiano e Malvasia. Spesso si tratta di un vino dolce. Può essere anche prodotto con uve Sangiovese e in questo caso si parla di vinsanto occhio di pernice. Molto spesso viene servito coi cantucci.

Chianti e Uk
Che gli inglesi amino la Toscana, ed in particolare l’area del Vino Chianti, è un fatto noto, testimoniato anche dallo scherzoso ed affettuoso toponimo con cui i turisti britannici, incluso Tony Blair – assiduo frequentatore – hanno ribattezzato l’intera regione: Chiantishire.
Questo amore è antico, e non riguarda esclusivamente la bellezza del paesaggio o la gradevolezza del clima, ma anche il vino che qui si produce.
Nel romanzo Il segno dei quattro, scritto da Arthur Conan Doyle nel 1890, il protagonista, l’investigatore Sherlock Holmes, assieme al fido dottor Watson ed alla loro assistita, la signorina Morstan, fanno visita al signor Thaddeus Sholto; questi li riceve in una lussuosa quanto eccentrica abitazione. Durante il colloquio, Thaddeus si rivolge alla giovane ospite chiedendole: «Posso offrirle un bicchiere di Chianti, signorina Morstan?».

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